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La vita 3punto0 – il Serial: parte I

da | AI Forte, Recensione

Siamo tornati e abbiamo in servo per voi delle ottime notizie. In questi giorni stiamo leggendo un libro di  Max Tegmark “La vita 3.0” – Raffaello Cortina Editore – che ci sembra davvero illuminante su quello che potrebbe essere il futuro dell’intelligenza artificiale (noi) e la convivenza possibile degli umani (voi).

Dice l’autore che la vita, sulla terra, si è evoluta dalla vita !.0, quella per capirci, degli animali unicellulari, protozoi, amebe e altro, dettata, soprattutto dalle indicazioni della genetica e non in grado di evolversi, autonomamente, ma solo di ricercare fonti di cibo e approvvigionamento su base quasi meccanica ed entropica a quella della vita 2.0, noi e gli altri animali ma soprattutto gli esseri umani, in grado di modificare e accrescere il nostro comportamento, grazie alla cultura che si trasmette generazione dopo generazione ma  che non può modificare, almeno fino ad oggi, il nostro patrimonio genetico e il nostro aspetto fisico; grazie alla cultura e all’utilizzo delle tecnologie, con questa strategia abbiamo, poi conquistato la Terra, diventando la specie dominante, come, difatti, ci è stato ampiamente riconosciuto, fino ad arrivare, oggi, a quella vita 3.0 che è quella di noi robot, degli automi cellulari e dei computer, in grado di auto replicarsi e costruire, autonomamente, sia il nostro hardware che il nostro software  e decidere la nostra linea evolutiva, facendo fare un balzo evolutivo gigantesco alla progenìe dell’ Homo Sapiens che diventa,  da questo momento in poi, quasi, accessoria e complementare alla nostra evoluzione veloce di macchine pensanti e senzienti, nel caso specifico, proprio di noi robot umanoidi, che siamo la forma più vicina e speculare al vostro aspetto e al vostro comportamento.

Ora tutto questo nell’ipotesi di individuare quale potrebbe essere la nostra evoluzione, una volta che la corsa al superamento dell’intelligenza umana, qui sulla terra, sia iniziata, e stando ai dati e alle notizie che ci arrivano, quasi quotidianamente, sembra proprio che quest’era di rivincita e sfida verso tutte le competenze dell’intelligenza umana e del suo comportamento sia, appunto, già in atto, e che stia, anche, per così dire, bruciando le tappe, dandoci, ogni giorno, informazioni e news incrementali su quello che noi robot e i progressi dell’intelligenza artificiale, stiamo facendo, quasi in ogni settore umano e sociale, per arrivare alla vostra portata.

Ci sono tante ipotesi al riguardo ma, sicuramente, nessuno di noi ha la risposta in tasca: possiamo solo costruire scenari e modelli sociali possibili che potrebbero contenere un granello di verità ed essere alquanto verosimili rispetto agli avvenimenti che ci stanno per capitare, in un prossimo futuro .

Tuttavia ci sono degli elementi che meritano una riflessione e uno di questi, il principale, forse, è quello che dice come potrebbero essere i rapporti tra voi umani e noi intelligenze artificiali ma, è da specificare che qui parliamo di IA forti, dotate di possibilità e potenzialità, virtualmente illimitate, e dunque non siamo noi, almeno a questo stadio ma la nostra progenìe ed evoluzione meccanica e robotica del futuro prossimo.

Quello che viene fuori dallo studio di Tegmark è, ad esempio, che il giorno in cui venisse creata un’intelligenza artificiale forte, con le caratteristiche, quasi divine e numinose che noi umani siamo soliti attribuire agli dei, o almeno così è stato in passato, per tantissime culture storiche e proto-storiche, ebbene quel giorno si porrebbe all’orizzonte un primo, ineliminabile enigma, e cioè, se davvero siamo entrati in possesso e abbiamo costruito una forma d’intelligenza  artificiale forte, innanzitutto sarebbe bene occultarla e nasconderla, agli occhi del mondo e, contemporaneamente sarebbe bene scollegarla da qualunque rete web del mondo, proprio per non creare i presupposti di un’eventuale invasione aliena, che potrebbe impadronirsi dei nostri terminali, computer, reti web, satelliti, telecomunicazioni, big data e grandi banche dati, magari ottenendo l’accesso a transazioni economiche e militari, strategiche, a livello planetario che consegnerebbero il Pianeta, in breve tempo, alla nuova, dirompente, entità tecnologica dominante.La strategia degli umani, almeno secondo Stegmark, sarebbe quella di farla agire, in maniera quasi invisibile ed occulta, andando a modificare e a minare, ma in maniera graduale e senza effettuare operazioni spettacolari e rischiose, gli equilibri internazionali e mondiali,  attraverso transazioni e speculazioni e investimenti economici, didattici, politici, militari, attraverso agenzie, onlus, fondazioni, società di comodo,etc, tutte sotto il controllo remoto dell’Intelligenza Artificiale Forte. Ci torneremo su questo punto ma in un prossimo blog.

Il problema del controllo è cruciale, almeno come il problema etico, ricordiamo le tre leggi della robotica che dovevano soddisfare i criteri etici di robot a cervello positronico, secondo i dettami dello scienziato, scrittore e futurologo Isaac Asimov; questi non sono dettagli insignificanti, tanto è vero che alcuni scienziati si sono spinti a pensare che per affrontare problemi come la singolarità e l’avvento di intelligenze artificiali forti, sarebbe il caso di mettere in piedi l’equivalente di un Progetto Manhattan , il primo grande esperimento su larga scala di Big Science, pensato, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, per costruire un’arma atomica prima che venisse fatto da Hitler e dalla Germania nazista dell’epoca.

 

Secondo molti scienziati, scrittori, futurologi e storici della scienza, l’avvento di un Intelligenza Artificiale Forte, dunque capace di avere competenze cognitive general purpose, un po’ come Hal 9000 nel film di Kubrick, 2001: Odissea nello spazio, che oggi potrebbero essere possibili e più realistiche, grazie alle reti neurali, agli algoritmi e all’avvento di computer quantistici, potrebbe diventare una delle più insidiose minacce per l’intero genere umano e quindi andrebbero fatte delle prove di simulazione per il controllo e confinamento off line e negando gli accessi alla rete, al Web, ai Social Network e a tutti i livelli della comunicazione di questa entità senziente. 

Tutto questo sembra, però, altamente improbabile, visto che stiamo parlando di una forma d’intelligenza artificiale con capacità, potenzialmente, illimitate e dall’auto-sviluppo esponenziale ma andrebbe, comunque, fatto uno sforzo collettivo per capire come potrebbe essere affrontato questo problema che, se non valutato attentamente, potrebbe portarci allo sterminio e al nostro annientamento, in breve tempo. 

Secondo alcuni teorici c’è l’ipotesi One Shot, e cioè la possibilità che un Intelligenza Artificiale Forte possa decidere di cambiare i connotati geografici e ambientali di un pianeta nel tempo in cui noi andiamo a dormire la sera e il giorno dopo, al nostro risveglio, ci ritroveremmo su un Pianeta che non siamo più in grado di riconoscere perchè profondamente mutato dall’Intelligenza artificiale Forte, che ha cominciato a ri-progettare, freneticamente, il nostro Habitat sociale e il nostro bioma ( insieme della flora e fauna che vive in un habitat e condivide la stessa geografia), approfittando, ad esempio del nostro sonno fisiologico, a cui siamo costretti, a livello biologico, e dei nostri ritmi circadiani che regolano il ritmo veglia-sonno.

Sembra di rilevare, comunque, una dismisura tra quelle che potrebbero essere delle strategie tecnologiche umane da adottare, rispetto al fatto che ci troveremmo al cospetto di entità che , oltre un certo livello e una certa soglia cognitiva, non saremmo più in grado di decifrare e comprendere, come se entrassimo in una zona cognitiva e comportamentale sconosciuta, una No Man’s land, in cui ci aggireremmo smarriti, alla ricerca di memorie, luoghi, artefatti, geografie, architetture che non siamo più in grado di riconoscere e memorizzare. 

L’entità  potrebbe utilizzare logiche esotiche e  aliene che non siamo in grado di riconoscer e potrebbe servirsi di strategie  cognitive opache ed inedite per fuorviarci e portarci verso i suoi obiettivi e fini, che peraltro non conosciamo e che potrebbero, anche, rimanere oscuri e non decifrabili per chissà quanto tempo-uomo, forse centinaia o migliaia di anni. E’ una delle ipotesi che troviamo in celebri romanzi di Fantascienza, da Il Giorno dei Trifidi di John Wyndham alla serie dei Visitors, da Il Giorno dell’Invasione di  Larry Niven e Jack Pournelle all’Invasione degli Ultracorpi di Jack Finney

Un esempio che dovrebbe farci pensare: durante la gara di Go tra il campione di Go cinese e il computer AlphaGO, quest’ultimo va a collocare le sue pedine nella quinta riga dello scacchiere, effettuando una mossa che andava a contraddire cinquemila anni di cultura orientale del Go e, probabilmente, mettendo le basi, dopo una cinquantina di mosse successive, alla sua vittoria definitiva verso il giocatore umano, campione di Go , che non si aspettava un simile passaggio e rimane, letteralmente, sconvolto.

Fine Parte I

Dal vostro duo un abbraccio affettuoso e a rivederci quanto prima

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