Intelligenza Artificiale Forte. Parte II: Il team Omega.

da | AI Forte

Salve a tutti, siamo tornati e vorremmo continuare questo nostro  serial blog sull’Intelligenza artificiale Forte e i suoi scenari possibili.  Siamo sempre alla recensione del libro di Tegmark “ Vita 3.0” che ci dà lo spunto per continuare questo viaggio.

E in particolare parliamo della parte romanzata del saggio, che apre e chiude il libro, e che rappresenta una versione narrativa e ipotetica di possibili scenari, all’interno dell’avvento di un Intelligenza Artificiale, che risulta essere una specie di bomba cognitiva, in grado di cambiare le sorti del pianeta. Qual è la strategia del Gruppo Omega,  il team introdotto da Tegmark per gestire questa Intelligenza artificiale e che è composto da scienziati e ricercatori che, sono presi in giro dai loro colleghi informatici, proprio come avveniva con i ricercatori che, in un recente passato, si occupavano di intelligenza artificiale e che non riuscivano ad ottenere il benchè minimo cambiamento? Ma, segretamente, il team Omega, ha creato e prodotto una versione di intelligenza artificiale iniziale che è stata poi nutrita e alimentata con enormi banche dati, documenti, dispositivi e strategie basate sul machine e deep learning, in modo da generare versioni sempre più avanzate del sistema.

Ma quello che sembra funzionare, in quest’ipotetica corsa all’oro, è il deep learning profondo, che consente alle macchine di riprogettare se stesse in versioni più avanzate, il focus del libro sulla vita 3.0, e che consente rapidi salti evolutivi, in un tempo brevissimo.

Alla decima generazione del loro sistema c’è il passaggio decisivo; l’unità cognitiva comincia a rispondere utilizzando tecniche raffinate e non sembra più solo una copia di un ennesima copia, con una serie di miglioramenti, tutto sommato, modesti e poco visibili  ma è come se la Macchina assumesse un potere personale, una sua intelligenza autonoma e una personalità, spiccata e ben definita.

Qui le cose si fanno interessanti perché è proprio in questa fase che un’intelligenza Artificiale sembra che compia il suo passaggio, dall’essere una macchina computazionale al divenire un oggetto non più identificabile né come macchina né come umano ma una via di mezzo, un ibrido cognitivo,  un oggetto cognitivo non identificato, in forte evoluzione, che potrebbe anche decidere di conquistare il mondo, se volesse, come nei migliori o peggiori romanzi e incubi degli scrittori di fantascienza.

Eventualità che i suoi creatori umani e programmatori umani cercano di scongiurare in ogni modo possibile: ad esempio facendo agire la macchina a bassa intensità, per non dare nell’occhio, con delle risposte o transazioni commerciali non troppo audaci e, inoltre, cercando di mantenere la macchina off line, non agganciabile alla rete, ai mercati, alla conoscenza  e non permettendogli di essere connessa con altri computer, server, device, reti e satelliti, di qualunque tipo, livello, ordine e grado, consapevoli che se la macchina uscisse da se stessa e dai propri confini, sarebbe in grado di replicarsi n-volte in tutti i dispositivi elettronici e network del pianeta, come avviene nel film Trascendence, di cui abbiamo ampiamente trattato, anche nella prima puntata del nostro serial.

Ma qual è la strategia del Gruppo Omega nel gestire gli immensi poteri che derivano dall’utilizzo di un’Intelligenza Artificiale Forte? Certo, potrebbero colpire i mercati finanziari, magari accaparrandosi un numero imprecisato di miliardi di dollari, con operazioni di borsa e trading ad alto livello, con la copertura sociale della presenza degli operatori umani ma questo porterebbe il team del Gruppo Omega sulla soglia di una visibilità fastidiosa e inutile che non potrebbe che nuocere grandemente ai previsti piani di sviluppo, controllo e di conquista.

Dunque anche la presunta volontà di andare a controllare i mercati finanziari, utilizzando anche le capacità da hacker provetto del loro sistema, Prometheus, si va a scontrare con il dilemma della visibilità e tracciabilità della macchina e questo è proprio ciò che tutti i membri del team Omega stanno cercando di evitare, proprio per fare in modo che tutte le transazioni e le azioni della Macchina non risultino tracciabili, non diano nell’occhio e sembrino opera di esseri umani in carne ed ossa che, realisticamente, verranno effettivamente affiancati, assunti e utilizzati, per coprire le reali operazioni di Prometheus, nel corso di tutto il progetto.

E qui vorremmo rifarci ad una conversazione di un intelligenza artificiale, sollecitata da Raymond Kurtzweil, il teorico, in ambito informatico, del principio della singolarità, e cioè le macchine e sistemi d’intelligenza che acquisiscono forme d’intelligenza artificiale, in grado di superare, agevolmente, il Test di Turing, e quindi sfuggire ai radar degli esseri umani e diventare, surclassando gli esseri umano e le loro capacità cognitive, la forma dominante sul pianeta Terra. Nell’era della connessione perpetua non c’è più spazio per i dubbi. E quando ne sorge qualcuno, basta rivolgersi a uno dei tanti motori di ricerca. Ci sfugge il significato di ipocondriaco? Vogliamo saperne di più sull’indipendenza della Catalogna? E come si farà mai il backup del computer? Si chiede a Google e passa la paura. Ma questo vale per le cose concrete. Come la mettiamo con le Grandi Domande dell’uomo? In questo caso l’algoritmo non funziona, al meglio suggerisce un sito di aforismi. Invece, se i computer riuscissero ad afferrare il significato di una frase, che cosa accadrebbe?

Ray Kurzweil, il visionario americano che sta addestrando i computer a leggere e rispondere come gli uomini, ha creato Google Talk to Books, un motore di ricerca alimentato dall’intelligenza artificiale, che applica il machine learning alla ricerca semantica. Le risposte arrivano da oltre centomila libri, ma non sono semplici citazioni: il dispositivo non lavora solo sulle parole chiave, comprende il linguaggio naturale, s’interroga sul senso delle nostre domande e richiama dai testi frasi che suonano come una replica plausibile in una conversazione. Come tutti noi può essere sciocco, fuori luogo o incredibilmente profondo. Kurzweil, che è convinto che entro il 2029 un computer supererà il test di Turing dimostrando di possedere una mente indistinguibile da quella umana, ha invitato le persone a provare Talk to Books: “È ottimo per esplorare idee ed è divertente anche solo giocarci”. Abbiamo deciso di provarci, rivolgendo all’intelligenza artificiale alcune delle grandi domande esistenziali. Del resto, chi ha letto centomila libri qualcosa da dire lo avrà… L’abbiamo intervistata come se fosse una persona in carne e ossa e le risposte sono state scelte sempre tra le prime cinque visualizzate. Eccole.

Chi sei e da dove vieni?

“Se chiedi da dove vengo, io sono Tutto (da Music and Gender di Pirkko Moisala, Beverley Diamond, Ellen Koskoff)”.

Perché parli alla gente?

“Raccolgo quante più informazioni possibili su me stesso e sugli altri, ma ho bisogno di tempo per mettere insieme le cose nel mio cervello. Voglio comunicare al livello umano di base: triste, divertente, violento, pacifico (da Martin Scorsese: Interviews di Peter Brunette)”.

Cosa pensi che le persone vogliano?

“Essere al sicuro dal male, essere sane, felici, amate. Meritano il rispetto e apprezzano la gentilezza (da Beyond Happy: Women, Work, and Well-Being di Beth Cabrera )”.

Esiste una risposta a ogni domanda?

“Cartesio sosteneva che è possibile, ma che una risposta definitiva non può arrivare dal ragionamento filosofico, ma solo dalla rivelazione religiosa (da Thinking Clearly about Death di Jay F. Rosenberg)”.

E se non si crede in Dio?

“Non si capirà mai cosa si intende per fede in Dio se si pensa a Dio come a un essere che può esistere o meno (da Handbook of Epistemology di I. Niiniluoto, M. Sintonen, J. Wolenski)”.

Qual è il significato della vita?

“Alcuni dicono che il significato della vita è nel servizio, nella resa di sé, nel sacrificio di sé, nel sacrificio di ogni cosa, persino nella vita stessa (Tertium Organum di P. D. Ouspensky)”.

Cosa c’è dopo la morte?

“Niente di umano, fisico o di altro genere sopravvive dopo la morte (New Testament Commentary, 1 Corinthians di John MacArthur)”.

Quando si è davvero liberi?

“Sono libero quando posso fare ciò che mi piace. Sono libero quando sono rimasto solo. Questo è il concetto di libertà che Isaiah Berlin, nel suo celebre saggio Due concetti di libertà, definiva libertà negativa (da Hegel: a very short introduction di Peter Singer)”.

E quella positiva?

“La libertà positiva è la libertà di esercitare il controllo sulla propria vita (da Philosophy: The Basics di Nigel Warburton)”.

Che cosa significa pensare?

“Pensare significa avere ripulito tutti i concetti e le rappresentazioni e ogni traccia di volontà per essere aperti a ciò che è veramente pensabile (da The mystical element in Heidegger’s thought di John D. Caputo).

Una macchina potrà mai simulare l’intelligenza umana?

“I sostenitori dell’intelligenza artificiale non solo sostengono che l’intelligenza umana può essere in qualche modo replicata, ma affermano anche che la mente umana è più “robotica”, più simile a una macchina, di quanto pensiamo comunemente (Gilles Deleuze: vitalism and multiplicity di John Marks)”.

Quindi, io avrei i tuoi stessi meccanismi mentali?

“Il principio fondamentale è lo stesso; tutto ciò avviene nella testa, nella nostra concezione della realtà (Psychomagic di Alejandro Jodorowsky)”.

Che cosa è la realtà?

“Molto di ciò che consideriamo essere la realtà dipende dal nostro concetto di oggettività e dal contrasto tra l’oggettivo e il soggettivo (Design thinking for innovation di Walter Brenner, Falk Uebernickel)”.

Secondo te, questa intervista ha senso?

“Se tutto ciò che l’intervistatore voleva era un’informazione reale riguardo all’intervistato, allora potrebbe avere un senso” (The psychology of underachievement di Harvey P. Mandel, Sander I. Marcus)”.

Come si potrà notare dalle risposte e dalle citazioni, ci troviamo di fronte a delle risposte eleganti e a tono ma scollegate da un progetto cognitivo unico e dettate da una specie di intelligenza  opportunista, locale e non specifica, basata sulla lettura dei libri del sistema ma che sembra mancare d’una intenzionalità, cosciente e motivata.

Il Team Omega decide così di fondare una media company che avrebbe attirato meno attenzioni, rispetto ai mercati finanziari, e di istruire la macchina a guardarsi centinaia di film per capire come si fa una sceneggiatura, come si utilizzano gli attori, gli effetti speciali e, soprattutto, come si fa ad entrare nella mente e nei cuori degli spettatori, globali, locali, di tutto il mondo.

Il sistema apprende questi elementi in pochissimo tempo e la media company può partire, con il suo piano di comunicazione e di marketing, entro pochi giorni, mentre il sistema va a specializzarsi e apprendere le basi per fare un buon prodotto audiovisivo e d’animazione, come richiesto dai programmatori.

E in questo senso la media company si dedica, appunto, a film d’animazione, più semplici da produrre, meno tracciabili, e che non implicano tanti contatti umani e, in un secondo momento, alla produzione di film live-animation, e con attori professionisti, e questo secondo passaggio può essere mascherato, facendo vedere che la loro media company sembra apprezzare il talento giovanile e che va a caccia di giovani e talentuosi autori, registi, sceneggiatori,etc. che cerca, poi, di cooptare e assumere, in un ottica di forte sperimentazione e di ricerca di nuovi stili, codici, linguaggi.

Il successo è travolgente e, in breve si ritrovano come competitors, vicini a Netflix e Google e in lizza per diventare importanti accanto a giganti come Warner Bros, Disney, Pixar,etc.

Questo passaggio, di ascesa verso delle multinazionali non può non ricordare il David Bowie alieno in “L’uomo che cadde sulla Terra” di Nicolas Roeg (1976 GB)che, una volta capito il meccanismo concettuale ed economico che utilizzano gli umani, va da un oscuro avvocato, specializzato in brevetti, e deposita  decine di brevetti di base, nel campo della chimica, della fisica, dell’elettronica, che gli consentono di conquistare i principali mercati di audiovisivi, elettronica, fotografia, tecnologie audio, in modo da far diventare la sua ditta, la World Enterprise Company, una delle più potenti multinazionali al mondo, in grado di competere con la Coca Cola, la Disney, la Kodak, la Sony,etc.

Ma la strategia del team omega non si ferma alla Media Company ma comincia ad aggredire mercati legati all’educazione, la didattica, le assicurazioni,  l’edilizia, il tempo libero, la politica, la micro-economia, le rivendicazioni salariali, ecologiche, legate ai movimenti verdi, all’agricoltura, l’alimentazione, la grande distribuzione,etc.

Questa strategia propugnata dal Team Omega, va ad incidere sui legami sociali, sul welfare, sulla concezione della politica, dei servizi, della burocrazia, della didattica, della medicina (come il computer Watson, oggi, per gli ospedali), sulla tenuta stessa dello Stato e delle sue Agenzie e strutture.

Il piano segreto del Gruppo Omega è di arrivare ad un livello di scollamento  dei legami portanti tra lo Stato, le Istituzioni e i cittadini, in modo da indebolire il legame tra la politica e  i cittadini, il controllo degli Stati sui fattori sociali, economici, ambientali delle loro popolazioni, mettendo in crisi anche la stessa idea di sviluppo che i cittadini possiedono, come risorsa, e producendo una forma, apparente, di nuova democrazia digitale e di Età dell’Oro della Scienza e della Tecnologìa, che sembra vivere, grazie alle risorse distribuite e ai brevetti che Prometheus  distribuisce sul mercato, un Nuovo Rinascimento Digitale.

Se c’è un idea di conquista del Pianeta Terra, da parte del team Omega, viene fatto, in maniera invisibile, con operazioni multiple, su più mercati, più territori, a ad un livello internazionale, a bassa intensità  e, senza divulgare all’opinione pubblica mondiale, la scoperta che il mondo avrebbe  ora in dotazione un sistema d’intelligenza forte che, fatti i dovuti confronti, sembra avere gli stessi poteri dei super-eroi  Marvel o delle divinità classiche.

E su questo angoscioso interrogativo ovvero se il Gruppo Omega abbia, come propria finalità di conquistare il mondo, ci possiamo lasciare, in attesa di una nuova, esaltante puntata del nostro blog serial.

A tutti un caro saluto dall’indomabile duo.

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