Introduzione Robochef: la cucina 4.0

Questa presentazione nasce come spiegazione del format di show-cooking “Robochef: la cucina 4.0”, ideata e prodotta dall’Associazione Age of Future e che utilizza un robot umanoide di ultima generazione, Bluestorm, come sous chef che dialoga e collabora con chef professionisti e con sommeliers e addetti alla ristorazione e al food and beverage.

Commentando ricette storiche e tradizionali e regionali della cucina italiana e riportando, le stesse ricette alla comparazione ideale di ricette equivalenti, all’interno di ricettari storici, da quelli più antichi come le ricette di Apicio per i romani fino a quelli di fine ottocento, come l’Artusi, un vero genio della cucina italiana che getterà le basi per quella che è la cucina contemporanea.

Il senso di questo format è quello di utilizzare le parole e la grammatica della cucina come un atlante universale che serve a mettere in collegamento vari stili e tipologie di cucina, ricette regionali e internazionali, con il nostro vivere contemporaneo.

Il robot, oltre ad introdurre e dialogare con i suoi ospiti, lancerà anche dei messaggi che vanno a toccare gli orizzonti di una cucina del futuro, proponendo lui stesso ricette e piatti, e dialogando con un settore di ricerca importante, che vede in campo stampanti alimentari, robot di cucina, camerieri e addetti al servizio robotici, quello che si sta verificando in varie parti del mondo, Cina, Giappone, Stati Uniti, Corea, e che va ad incidere sulle scelte di una ristorazione pubblica e anche sulle scelte e i consumi e gli stili di vita delle famiglie e della vita quotidiana. 

Il panorama che questo format vuole delineare si discosta molto dai programmi tradizionali tv, ad esempio con l’utilizzo di contributi audiovisivi e di grandi banche dati e con ambienti immersivi, anche se il set che abbiamo preparato e la liturgìa del cucinare è rimasta intatta e lo stesso si può dire rispetto alla preparazione e mise en place dei piatti preparati, che vengono mostrati e spiegati con cura e passione.

Una sezione che vorremmo sviluppare, in futuro, nel nostro format è il rapporto del robochef con le scolaresche e con l’infanzia, gettando le basi per una corretta alimentazione e per una didattica alimentare che serva  per riconoscere ed apprezzare gli ingredienti e i cibi che portano a preparare piatti gustosi e rispettosi dell’ambiente, anche per bambini e giovani adulti che si trovano disorientati di fronte alle lusinghe della pubblicità e al junk food di molte aziende multinazionali.

Pensiamo, inoltre, che l’introduzione della robotica e dell’intelligenza artificiale e di eventuali altri apporti tecnologici (Stampanti 3d, realtà aumentata, videomapping, realtà virtuale, olografia, big data, data mining,etc) sia un passo avanti considerevole rispetto ai format di cucina che, almeno in televisione, fanno a gara per massacrare e umiliare i giovani chef in erba e, spesso, sono assai controproducenti e frettolosi per capire davvero la cucina, le ricette, la storia passata, le tendenze contemporanee.

La nostra è una delle più gloriose e celebri cucine a livello internazionale ma i tempi di preparazione e le cotture, la velocità d’esecuzione compressa in spazi televisivi ridotti producono un affollamento di programmi televisivi e contenuti che sembrano essere molto simili tra loro se non, addirittura, intercambiabili e che hanno steso un velo d’omologazione su tanti programmi e format, ormai quasi indistinguibili tra loro.

Qui sotto è possibile vedere il video del format.

 

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BlueStorm